Il presidente Mattarella in visita all’Istituto “Grazie per ciò che fate ogni giorno, in particolare per i giovani”

“Ringrazio l’Istituto, ringrazio per ciò che fate qui ogni giorno, particolarmente nei confronti dei giovani. L’attività che svolgete, specialmente in quest’anno, ottantesimo della Repubblica, è importante e significativa: è arricchente per i ragazzi e per tutti quanti che venga utilizzato un patrimonio così rilevante di documentazione come gli archivi che sono stati consegnati da personalità illustri”. Un messaggio semplice, ma denso di significato, quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che il 10 marzo scorso, dopo aver ricevuto la laurea honoris causa in Scienze politiche alla Cesare Alfieri, è venuto in visita in via Carducci, nella sede dell’Istituto. All’Università il presidente ha pronunciato, ancora una volta, parole nette sulla crisi delle democrazie occidentali, richiamando il professor Silvano Tosi e la prefazione alla sua traduzione della “Democrazia in America” di Tocqueville, caratterizzata da “parole tuttora attuali e motivo di riflessione”. “Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista – ha affermato – non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione”.

All’arrivo e alla partenza da via Carducci il presidente è stato salutato dai fiorentini con affetto e gratitudine. Ed è stato un incontro caratterizzato da grande affabilità quello con il presidente Chiti, i rappresentanti del consiglio direttivo e i dipendenti dell’Istituto che costituisce un riconoscimento prezioso per il lavoro svolto, con impegno e rigore, anche da tutta la rete di Istituti della Resistenza presenti in Italia.

“Questa visita è un dono per tutti noi e per chi guarda con interesse all’attività svolta dai nostri Istituti – ha messo in evidenza il presidente Chiti – La nostra ambizione e il nostro impegno sono quelli di essere una casa della Memoria, della Libertà e della Democrazia per tutti. Per noi è fondamentale il valore della conoscenza storica, convinti come siamo che lo studio del passato sia essenziale per una cittadinanza consapevole”.

Al presidente Mattarella sono stati mostrati oggetti significativi del patrimonio dell’Istituto, a cominciare dal vassoio di Ventotene, dipinto da Ernesto Rossi nel 1940, simbolo di quei confinati (tra gli altri si riconoscono Sandro Pertini, Altiero Spinelli e Umberto Terracini) che hanno poi fondato la ricostruzione dell’Italia sui valori dell’Europa e della pace. Mattarella si è soffermato sulle pagine della prima Navicella che riportavano le note biografiche di suo padre Bernardo, padre costituente, e sul telegramma con cui Terracini convocava Calamandrei per l’ultima votazione della Costituente.    Sono stati poi donati i tre recenti volumi, curati dal professor Pier Luigi Ballini, dedicati a La Resistenza in Toscana – I verbali del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale (ottobre 1943 – giugno 1945), pubblicati dalle Edizioni del Consiglio regionale fanno riferimento ai documenti dell’archivio dell’Istituto.

La visita di Mattarella è stata anche occasione per fare il punto sulle diverse attività dell’Istituto che si è costituito il 24 ottobre 1953 e nel 1954 si è associato all’allora Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, oggi Istituto Nazionale Ferruccio Parri Rete degli Istituti per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea.

Nella sede di via Carducci sono conservati 200 fondi tra cui quelli di Gaetano Salvemini, Piero Calamandrei e del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale e la biblioteca con i suoi 60 mila volumi. Numerose le attività scientifiche, di approfondimento e di formazione rivolte a studenti, insegnanti e associazioni. Lo scorso anno biblioteca e archivio hanno accolto circa mille utenti, mentre i ricercatori dell’istituto hanno svolto attività didattica e di formazione con 18 scuole, 63 classi e circa 1500 studenti.

 

Caterina Fanfani – Giornalista

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