Nella storia del Novecento italiano i fumetti sono stati tanto importanti per la formazione e l’alfabetizzazione culturale di più generazioni, quanto sottovalutati in ambito storiografico. In compenso, da tempo i fumetti vengono analizzati da storici e storiche di altri paesi, da pedagogisti, semiotici, sociologi, linguisti, studiosi delle comunicazioni di massa; costruire una bibliografia soddisfacente su questi temi è ormai diventata un’impresa complessa, sostanzialmente impossibile se guardiamo alla produzione scientifica internazionale. La «nona arte» gode oramai di strumenti d’analisi consolidati e di una tradizione di studi rispettabile. Certamente fragile e dai tratti ancora pionieristici in ambito storico contemporaneistico, ma oggigiorno nessuno studioso serio può negare che nell’età della cultura di massa i fumetti sono stati uno dei più praticati strumenti di svago, divertimento e formazione per una quantità imprecisata, comunque rilevante, di lettori e lettrici, persone giovanissime, meno giovani, adulte. Si tratta di una vicenda che nell’ultimo quarto di secolo, con la scomparsa delle edicole e l’irrefrenabile emergere del consumo culturale sul web, si è profondamente trasformata. Nonostante ciò, non abbiamo ancora solidi punti di riferimento storiografici sul tema. In compenso non mancano le ricerche puntuali, su aspetti specifici, sulla storia dei periodici che ospitavano fumetti – specie i periodici per l’infanzia e la gioventù –, su singoli autori e autrici, su temi particolari come, per l’appunto, i fumetti che narrano la Resistenza.
Se il primo fumetto pubblicato sulla guerra di Liberazione apparve nel novembre 1944 a Napoli, in due numeri della serie “Albi della Libertà”, ancora a 80 anni dalla nascita della Repubblica vengono realizzati fumetti sul tema, con taglio, impostazione grafica, tecnica e contenuti diversi da quelli degli anni ’40.
Per una ricognizione ampia e ragionata rinvio al volume di Pier Luigi Gaspa, Sciuscià e i suoi fratelli. Partigiani e Resistenza nel fumetto. Partigiani e Resistenza nel fumetto (Lucca, Rider Comics, 2025, 231 pp, 22 euro). Qui possiamo ricordare alcune opere, come quelle ospitate dal periodico «Intrepido» nel 1945 (Cuore garibaldino, oppure Il partigiano Pam), la serie Sciuscià, pubblicata tra 1949 e 1956 con un approccio “neorealista” ispirato dal film di De Sica diretto nel 1946 (il fumetto, peraltro, ispirò un romanzo omonimo) e le storie pubblicate nella rivista per ragazzi «Pioniere» tra 1950 e 1962.
In modo diverso la Resistenza sarebbe poi stata raccontata dai “fumetti d’autore” (una definizione che continua a far discutere) pubblicati negli anni ’80 e nei primi ’90 sulle splendide riviste che dominarono quella dorata stagione del fumetto italiano, come «Comic Art», «L’Eternauta», «Orient Express», «Corto Maltese», affiancandosi a «Linus» «Corriere dei Ragazzi» e altri periodici. E quindi troviamo partigiani raccontati da Hugo Pratt, Guido Crepax, Alfredo Castelli, Mino Milani, Giorgio Trevisan. Se nella celebre Storia d’Italia a fumetti di Enzo Biagi la Resistenza non trova uno spazio qualitativamente adeguato (mi riferisco al volume del 1986), dalla fine degli anni ’90 sono comparse varie opere sul tema, talvolta promosse da Musei (quello della Liberazione di Roma o quello del Fumetto di Lucca), istituti storici (quello Alcide Cervi o alcuni della Resistenza), Fondazioni (Fossoli), o anche fumetti sul cosiddetto “Triangolo rosso”.
Nel 2003 uscì in edicola, come supplemento al quotidiano «l’Unità» il volume di Sergio Staino Montemaggio. Una storia partigiana, poi riedito nel 2024 da NIE. Staino, scomparso nel 2023, proponeva una narrazione dell’eccidio di 19 partigiani nella Valdelsa senese, avvenuto nell’ottobre 1943, basandosi sul racconto di Vittorio Meoni (1922-2017), unico sopravvissuto e poi presidente dell’Anpi di Siena. Nel 2005 il fumettista toscano realizzò anche Il fucile e la rosa. Episodi della resistenza marchigiana con Gianni Carino, per conto del Comune di Falconara Marittima.
Non c’è qui lo spazio per rendere conto di tutte le pubblicazioni uscite negli anni Duemila, senza proporre un noioso elenco di nomi e titoli. Possiamo però segnalare che sono state realizzate mostre, cataloghi e, ovviamente, nuove opere, come quelle ospitate dal periodico livornese «Il Vernacoliere» o sul secondo dei due splendidi volumi realizzati dal Museo del Fumetto di Lucca con «Il Giornalino» in occasione del 150° dell’Unità d’Italia. Qui la guerra di Liberazione è narrata focalizzando l’attenzione sulla Firenze del 1944. Infatti, ne Il postino, su testo di Francesco Arbitani e con i disegni di Pasquale Frisenda e Ivo Milazzo, un uomo senza memoria deve consegnare una lettera misteriosa accompagnato da due partigiani. Per portare a termine la sua missione deve affrontare un percorso insidioso scoprendo solo al termine del cammino ciò che ha dimenticato. Si tratta di una Resistenza ambientata in ambiente urbano (Firenze, appunto), con donne e uomini, cantine e candele, ponti distrutti e mine, cecchini e mitra, ricordi che compaiono con la tecnica del viraggio (da tavole a colori a tavole bianco e seppia), toscani mangiapreti e un prete eroe. Una storia complessa, leggibile a più livelli, senza eroi tutti d’un pezzo, popolata da una umanità che cerca di sopravvivere e sperare in un mondo nuovo da costruire.
Sapendo di non poter richiamare l’attenzione su tanti altri prodotti, è quindi questo il consiglio di lettura che vi lascio (Il postino è inserito nel volume 150° Storie d’Italia. L’avventura comune, 2 Dalla Seconda guerra mondiale a oggi, Lucca, Museo del fumetto-Il Giornalino, 2011, pp. 23-55, che si trova in qualche biblioteca (poche, purtroppo, cfr. https://short-url.cc/1yncd ) forse ancora in libreria ma si può acquistare online o richiedere), segnalando altresì Bandierine. Un racconto della Resistenza dedicato ai ragazzi, curato nel 2014 dallo storico Stefano Gallo (ora direttore della Biblioteca Franco Serantini di Pisa, appartenente alla rete degli istituti provinciali della Resistenza coordinata dall’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea) e da Tuono Pettinato (il compianto fumettista pisano scomparso nel 2021) per un pubblico di lettori dai 10 ai 14 anni.
Roberto Bianchi – UniFi/ISRT
