L’Istituto nell’ultimo anno ha iniziato ad occuparsi sempre più di iniziative dedicate ad analizzare e rappresentare l’Italia, la Toscana e Firenze in particolare nel secondo dopoguerra, tramite anche la collaborazione, da tempo intavolata, con altri soggetti. In questa direzione si era già mosso nel 2022 il ciclo di conferenze su Firenze “città delle fabbriche”, seguito quest’anno da quello dedicato ad autonomia e regionalismo (gennaio-aprile 2025) e da quello, tuttora in corso, sulle “cartoline fiorentine” attraverso le piazze del ‘900 (settembre-dicembre 2025). Ma l’Istituto ha anche organizzato convegni come quello dell’aprile 2024 sulla figura di Mario Fabiani politico e amministratore oppure l’ultimo, internazionale, dedicato alle destre e alle loro culture in Italia e in Europa negli anni ’80 e ’90 (1-2 dicembre 2025).
Indagare la storia fiorentina più recente serve a conoscerla meglio ma anche a comunicare e riattivare memoria nei confronti della cittadinanza, cercando di andare alle radici delle grandi trasformazioni che hanno investito la città nel passaggio di secolo e che ne segnano il volto complesso oggi. In particolare, la riflessione più recente ha cominciato a concentrarsi sugli anni ’80 del secolo scorso, snodo decisivo alle origini dei profondi cambiamenti successivi.
Quel decennio non è particolarmente indagato sul piano storico, né in generale né tanto meno dal punto di vista locale. Nella memoria pubblica cittadina la Firenze degli anni ’80 è soprattutto ricordata come un significativo contesto post-moderno d’avanguardia nella musica (la new wave ma anche il jazz), nel teatro, nella movida e nei locali dalla ricca e articolata proposta scenica, nel rilancio della moda, in generale nella vasta gamma di iniziative culturali e artistiche che allora attraversarono la città. Una vera e propria stagione di effervescenza creativa.
Se ci spostiamo sul piano di come è cambiata negli ultimi decenni la vita quotidiana, la società, l’economia della città, il panorama è più complesso e sfaccettato, gli anni ’80 sono meno presenti ai nostri occhi retrospettivi. Quel decennio a Firenze comincia con la battaglia alla FIAT. L’occupazione dello stabilimento di Novoli a sostegno della vertenza di gruppo e dell’occupazione a Torino rappresenta una cesura a livello nazionale e il suo esito segna una sconfitta decisiva per il movimento sindacale, annunciando a Firenze un mutamento profondo della fisionomia urbana (con la vicenda FIAT-Fondiaria) e l’avvio massiccio della deindustrializzazione e della terziarizzazione, trasformando il lavoro. Il decennio si chiude con la sciopero della fame organizzato nel 1990 dalla comunità senegalese, che fa emergere alla luce e rende pubblica la presenza del fenomeno migratorio e di una solidarietà che si viene costruendo attorno al tessuto associativo locale e alle istituzioni sociali, a cominciare dalla Chiesa, in reazione ai primi segni di intolleranza razzista.
Il decennio ‘80, considerato del “riflusso”, vede però risalire alla superficie movimenti studenteschi, nuovi, inattesi e che si pensavano ormai sommersi, accanto al femminismo che si radica in spazi e relazioni, all’ambientalismo e al pacifismo. Fanno la loro comparsa i primi centri sociali auto-gestiti con l’occupazione di impianti industriali dismessi. Ma gli anni ’80 fiorentini sono anche quelli degli ultimi vagiti del terrorismo, con l’assassinio di Lando Conti e il processo a Prima Linea. È il decennio del “mostro” (oggi richiamato al ricordo dalla serie televisiva), tragica vicenda che condizionerà i comportamenti giovanili e intergenerazionali con la contemporanea scoperta dell’AIDS. Negli anni ’80 cambia il rapporto fra la città e la sua squadra, la Fiorentina, con gli scontri di piazza per la vendita di Baggio alla Juventus nel 1990, nel momento in cui il calcio comincia a cambiare pelle.
Per parlare e confrontarsi su tutto questo l’Istituto organizza, con il patrocinio dei dipartimenti SAGAS e FORLILPSI dell’Università di Firenze e grazie al contributo della Direzione generale biblioteche e istituzioni culturali, due seminari presso il dipartimento FORLILPSI in via laura 48 (III piano). Il primo si terrà il 16 dicembre, ore 9-13, e il secondo il 16 gennaio, sempre ore 9-13. Ricercatori e studiosi di diverse generazioni, testimoni e protagonisti, discuteranno insieme, nella prospettiva di condividere un progetto che vorrebbe avere l’ambizione di trovare anche uno sbocco editoriale.
Pietro Causarano
