Il nostro 2025, 80 anni dopo

Giunti quasi alla conclusione di questo anno, se guardo indietro e ripercorro i mesi trascorsi, non posso che esprimere e condividere la soddisfazione per il grande impegno portato avanti dal nostro Istituto per l’80° anniversario della Liberazione nazionale non solo a supporto delle Istituzioni, di ANPI e ANED nelle varie iniziative e cerimonie commemorative, ma soprattutto con un ventaglio variegato di nostre attività: dalla pubblicazione dei Verbali del CTLN curata da Pier Luigi Ballini, per le edizioni dell’Assemblea regionale, a quelle di Sui loro passi, guida ad alcuni itinerari sui luoghi della guerra e della Resistenza a Firenze, curata da Giada Kogovsek e Letizia Fuochi per i libri di Mompracem, e di L’Italia del 1943. La stagione dell’incertezza, atti del Convegno svolto nel 2023, curati da me e Filippo Focardi, editi da Viella a novembre; dalle aperture straordinarie della sede per valorizzare il patrimonio archivistico e librario inerente la Resistenza alla presentazione del volume di Santo Peli e Filippo Focardi Resistenza (Carocci) a settembre; dal convegno sulla fine del secondo conflitto mondiale, in collaborazione con lo SPI CGIL, l’8 e 9 maggio ai percorsi di trekking sia per la cittadinanza che per le scuole, svolti sia in aprile che in autunno. Grazie al lavoro accurato e instancabile della docente distaccata Monica Rook, l’impegno per la didattica della Storia ha coinvolto tantissime classi e scuole medie superiori del territorio, che in gran numero sono venute anche a visitare l’Istituto all’interno del progetto “Carte resistenti” svolto in collaborazione con i nostri archivisti. Con la Città metropolitana abbiamo rinnovato l’intensa esperienza del viaggio di formazione di studenti di sei scuole superiori fiorentine a Mauthausen e ai campi della deportazione politica toscana ad inizio maggio dopo un percorso di formazione che ho curato insieme a Giada Kogovsek. L’80° anniversario del 25 aprile è stato anche l’orizzonte ideale dei progetti che abbiamo condiviso come rete toscana degli Istituti della Resistenza e dell’età contemporanea: dalla ricerca, in corso, sulle giunte dei CLN fra liberazione dei comuni e prime elezioni amministrative nel 1946 a quello sul ruolo delle donne nella Resistenza, che ha visto una prima tappa significativa nella pubblicazione curata da Francesca Cavarocchi in primavera per il Consiglio regionale e la Commissione regionale pari opportunità e nella prima campagna social realizzata insieme dagli Istituti, sotto la regia di Ilaria Cansella, che hanno promosso per tutto il mese di aprile sulle proprie pagine face book e profili Istagram circa 50 sintetiche biografie di “resistenti” toscane.

Ma non ci siamo occupati solo di Resistenza. Come dimenticare, infatti, l’intenso ciclo di conferenze Una sola Italia? La sfida dell’Autonomia. Riflessioni tra passato e presente inaugurato lo scorso 17 gennaio con la lectio di Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte costituzionale e che ha visto un momento particolarmente significativo nell’incontro con gli studenti dell’Università e la cittadinanza del presidente Romano Prodi, il 12 marzo. Occasioni importanti di riflessione sul presente con lo sguardo “lungo” e il metodo critico della Storia, tanto più necessari in questa fase segnata da crescenti negazionismi ed usi propagandistici del passato. Momenti di intensa riflessione storiografica sono stati i seminari sullo squadrismo realizzati a maggio e novembre in collaborazione con il Dipartimento SAGAS ed in particolare con i corsi di Roberto Bianchi e Francesca Cavarocchi. Altro appuntamento importante è stato in autunno il “Ciclo cartoline fiorentine” in collaborazione con la Biblioteca delle Oblate, per riflettere sulla storia della città a partire da alcune piazze significative. Così come lo sarà l’innovativo e significativo convegno che si apre proprio stamani in via Capponi su Trasformazioni delle culture e dei linguaggi politici delle destre negli anni Ottanta e Novanta in Italia e in Europa proposto e curato da Valeria Galimi con Nicoletta Arena, Giovanni Gozzini, Andrea Martini, Gregorio Sorgonà. Un’occasione importante di studio e approfondimento delle nostre conoscenze frutto della collaborazione con la Fondazione Gramsci e con il Dipartimento SAGAS dell’Università di Firenze. Infine nelle prossime settimane, oltre alla conclusione il 18 dicembre del ciclo “Cartoline fiorentine” con la conferenza di Monica Galfré, si terrà il 16 dicembre, il primo seminario su Firenze anni ’80. Storia, memoria, mitologie: una rilettura, curato da Roberto Bianchi, Pietro Causarano, Sandro Fallani, Raffaele Palumbo. Altra occasione da non perdere, punto di partenza per nuove piste di ricerca e, come il convegno in corso oggi e domani, attestazione della crescente attenzione dell’Istituto ai decenni a noi più vicini.

Mi fermo qui, ma tante altre iniziative potrebbero essere citate. In conclusione, non voglio però tacere il lavoro costante dei dipendenti per la cura del patrimonio documentario e librario e per l’accoglienza di utenti e studiosi. Il nostro essere biblioteca e archivio a servizio della cittadinanza è frutto del loro impegno e delle loro competenze. Ancora più oscuro, ma fondamentale, è il lavoro di chi si occupa di bandi, progettazioni, rendicontazioni e amministrazione insieme a me. E per questo Mirco, Sonia, Francesco e Maria meritano una citazione speciale.

Tutte queste attività che ho solo in parte richiamato – e molto di più – sono state possibili, infatti, grazie all’impegno dei nostri organi dirigenti, del personale, dei collaboratori e dei volontari. Un lavoro comune, intenso e costante, reso possibile da competenze qualificate e sincero attaccamento. Per questo, voglio cogliere l’occasione per salutare e ringraziare ancora una volta per la loro qualificata dedizione il dott. Simone Lisi, da anni nostro collaboratore, e la dott.ssa Marta Bonsanti già collaboratrice e quindi dipendente dal 2015, che ci hanno lasciato nei mesi scorsi per assumere incarichi prestigiosi rispettivamente all’Archivio di Stato di Catania e di Firenze, dopo aver meritatamente vinto il concorso ministeriale.

Ma tutto ciò che abbiamo realizzato ha senso soprattutto grazie a voi che ci avete seguito nella nuova avventura di questa newsletter, che ci sostenete come soci dell’Isrt, che partecipate alle nostre iniziative, frequentate la Biblioteca e l’Archivio.

Per questo, rivolgo a nome dell’ISRT a tutti e tutte noi, in questi tempi cupi e dolorosi, l’augurio più sincero di serene festività natalizie e per un 2026 nel quale proseguire insieme questo cammino, saldi nelle radici dei valori di 80 anni fa.

 

Matteo Mazzoni – Direttore ISRT

Altri approfondimenti

Presentazione del volume “Arezzo Distrutta”

Sangue sulla Resistenza: Storia dell’eccidio di Porzûs. Presentazione.

Firenze anni ’80: storia, memoria, mitologie. Una rilettura

Ottant’anni dall’ultima guerra egemonica: la crisi dell’ordine del 1945 tra transizione e revisionismi