Quando la storia ispira un intero paese e la passione unita alla fantasia fanno il resto. Il territorio come risorsa e una ricca varietà di offerte per tutti i gusti e per tutti i visitatori.
Nel vano tentativo di distruggere il caposaldo composto da 12 bunker vi furono sparati mezzo milione di proiettili di artiglieria. È la prova di quanto quella zona fosse strategicamente importante, poiché da lì si controllava la strada che permetteva di varcare l’Appennino e che, ancora oggi, conduce al Passo del Brennero.
Siamo a Pianosinatico, in provincia di Pistoia e a pochi chilometri dall’Abetone. E anche da qui passava la Linea Gotica, costruita dai tedeschi a partire dall’agosto del 1944, da loro difesa fino all’aprile dl 1945 e che tagliava in orizzontale l’Italia proprio sotto gli Appennini, correndo dall’Adriatico al Tirreno.
È a partire dalla volontà di valorizzare la storia di questo paese, che conta oggi 40 anime, che nel 2018 Rossella Colò e Dimitri Petrucci, oggi presidente e segretario, insieme ad altri volontari, paesani e non, hanno fondato un’associazione, “L’altrolato del caposaldo” che ha iniziato la propria attività con una mostra dedicata alla Linea Gotica e soltanto un anno più tardi arriva all’apertura del Museo a lei intitolato.
Situato nella ex canonica della locale chiesa, si articola su due piani, per complessivi 160 metri quadrati e mette in mostra oltre 6.000 pezzi, suddivisi in locali a tema: ci sono la stanza tedesca, quella dedicata ai bunker, la stanza americana, quella partigiana, la stanza italiana e quella riservata ai reperti donati dal collezionista piombinese Roberto Simoncini.
Tra le decine di curiosità e di testimonianze che i visitatori possono vedere al Museo della Linea Gotica a Pianosinatico ci sono i modellini in diorama dei bunker che formavano il caposaldo tedesco, due dei quali sono stati interamente ricostruiti proprio dove si trovavano durante la guerra e sono visitabili, chiavi in mano.
Sì, perché tra le molte iniziative intraprese dai vulcanici curatori del museo, c’è quella di dare ai visitatori che ne facciano richiesta, le chiavi per andare ad aprire e vedere l’interno, di due vicini bunker, minuziosamente riprodotti in scala reale.
Siamo cioè di fronte ad un percorso museografico che si può definire itinerante, visto che oltre alla visita ai bunker, la proposta comprende anche la visita all’albero della pace, dove i visitatori trovano le sculture a tema realizzate dagli artisti locali e possono fare la curiosa esperienza di usare il metal detector per trovare i reperti metallici che i volontari dell’Altrolato hanno disseminato intorno per mostrare materialmente come hanno fatto a trovare le prime testimonianze della guerra che qui ha lasciato numerosi segni e che hanno costituito il nucleo originario del Museo.
“Tra le nostre attività – spiega la presidente Rossella Colò – c’è anche la valorizzazione del monumento dedicato all’eccidio di Pianosinatico, la rappresaglia delle SS che il 28 settembre 1944 fucilarono 11 abitanti del luogo per vendicare l’uccisione di un ufficiale e di un soldato tedeschi. Ma la nostra idea è quella di valorizzare ogni angolo del paese. Qui è passata la storia e noi vogliamo darne testimonianza completa. Così trasformeremo la ex area giochi in Parco della Memoria, che nasce da una nostra idea e che sarà in carico al Comune di Abetone Cutigliano. Abbiamo scelto di recuperare tutti i percorsi di collegamento con le altre frazioni, da Pian degli Ontani, a Le Regine, a Rivoreta. Stiamo creando le condizioni perché i visitatori possano trascorrere un’intera giornata, e senza annoiarsi, a Pianosinatico e dintorni. Del resto siamo passati dai 400 visitatori iniziali agli attuali 4.000 all’anno e riusciamo a gestire tutto grazie ad un mix tra aiuti pubblici e offerte, comprese quelle che riceviamo dai visitatori del Museo. E ciò che ci resta tolte le spese lo reinvestiamo interamente nel paese e nella zona”.
Tra le curiosità esposte al Museo ci sono alcune tegole “resistenti”, in cui chi le ha fabbricate ha inciso un “morte al duce” che mostra cosa ne pensava del fascismo. Ovviamente ci sono anche mortai, mitra, pistole, proiettili, elmi, divise ed un vasto campionario di armi, sia tedesche che dei soldati americani della Decima divisione da montagna della Quinta armata, che avevano i loro caposaldi nei paesi al di sotto della linea Gotica.
“La Linea – spiega Dimitri Petrucci – non fu sfondata qui, ma sui monti della Riva, nei pressi di Montese, nel bolognese. Le cartine esposte nel Museo spiegano bene quale era la disposizione delle forze in campo. Tra i nostri progetti c’è quello di diventare un museo di interesse regionale e di utilizzare altri edifici presenti nel paese per allargare gli spazi espositivi, oltre che di creare una cooperativa di comunità per gestire le numerose attività, legate alla presenza della linea Gotica, che abbiamo realizzato e che intendiamo incrementare. È con questo spirito che abbiamo organizzato proprio qui nel Museo due cene con i cibi che si mangiavano durante la guerra e che d’estate proponiamo passeggiate notturne con le lanterne verso l’albero della pace”.
Tiziano Carradori – Giornalista
Chi volesse saperne di più sul complesso delle attività e delle offerte storico naturalistiche dei volontari dell’Associazione può collegarsi al sito https://www.laltrolatodelcaposaldo.com/.
E chi vuole visitare il museo può farlo, tutto l’anno, ogni sabato, domenica e nei festivi dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Nei mesi di luglio e agosto il Museo è aperto tutti i giorni. Per l’ingresso è richiesto un contributo minimo di 5 euro a persona, ma il visitatore viene accompagnato da una giovane guida, Martina Lorenzini, che ne spiega contenuti e significati. Il Museo della Linea Gotica si trova a Pianosinatico (Pistoia) in via della Chiesa 21.
L’orario di apertura invernale è dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16. Quello estivo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. È aperto tutti i giorni anche nella seconda metà di giugno e nella prima di settembre, però dal lunedì al venerdì solo la mattina.
In ogni caso la cosa migliore è scrivere o chiamare in qualunque momento il numero 348-7553865, oppure scrivere a l’ altrolatodelcaposaldo@gmail.com o chiamare il 333-7819840.
