“Anche l’Istituto di Fisica… era nell’elenco degli appartamenti. Quando era il nostro turno, il ricetrasmettitore ed il suo alimentatore erano in bella mostra negli armadi del corridoio, in mezzo a tutti gli altri apparecchi…Tolto l’apparecchio dall’armadio, si filava qualche metro di cavo d’antenna dal terrazzo della camera, e all’ora precisa si iniziava la chiamata per stabilire il collegamento.” Così scrive Michele Della Corte nei suoi ricordi.

Il 6 giugno 2025 si è tenuta, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’ateneo fiorentino, con la Fondazione Fratelli Rosselli e con l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea, una cerimonia per inaugurare una targa che ricorda il contributo dei fisici Carlo Ballario, Michele Della Corte e Tito Franzini a Radio CO.RA, nota emittente clandestina del Partito d’Azione (PdA).
Carlo Ballario (1915-2002) e Michele Della Corte (1915-1999) si erano formati alla Scuola di Arcetri creata da Antonio Garbasso, fisico piemontese chiamato nel 1913 a ricoprire la cattedra di Fisica Sperimentale presso l’Istituto di Studi Superiori Pratici e di Perfezionamento di Firenze. Garbasso, oltre a costruire il nuovo Istituto di Fisica sulla collina di Arcetri, con grande lungimiranza riuscì a creare una scuola di giovani fisici molto bravi, che raggiunsero fama internazionale nel campo dei raggi cosmici. Garbasso fu anche Sindaco di Firenze dal 1921 al 1928, eletto con il Blocco Nazionale, costituito da liberali, radicali, repubblicani e riformisti; nel 1924, durante la crisi politica creatasi dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, convinse i consiglieri comunali liberali a rinnovare la fiducia dell’amministrazione comunale al governo Mussolini.
Della Corte, nel 1942, durante il servizio militare alla Scuola di Guerra Aerea delle Cascine conobbe il cap. Italo Piccagli (1909-1944), che, poco prima dell’8 settembre gli propose di salvare la strumentazione del Gabinetto di Navigazione Aerea e di Meteorologia, da lui diretto. Della Corte accettò e trasportò il materiale ad Arcetri, nascondendolo nei locali dell’Osservatorio Astrofisico e dell’Istituto di Fisica. Successivamente Piccagli invitò Della Corte ad una riunione della Commissione Radio del PdA, il cui scopo era la creazione di un collegamento radio con i centri del Nord, con gli Alleati e con le formazioni partigiane. Il primo ricetrasmettitore, acquistato a Bologna, fu trasportato all’Istituto di Fisica da Carlo Ballario e dalla sorella Cristina, astrofisica, e fu sistemato nelle vetrine lungo i corridoi insieme agli strumenti di fisica. Quando si trasmetteva da Arcetri, generalmente in tarda serata, Della Corte montava l’apparecchiatura nel suo studio dove veniva raggiunto da un radiotelegrafista. La commissione tecnica di radio CO.RA comprendeva oltre a Ballario, Della Corte e Franzini, anche lo studente di Ingegneria Luigi Morandi (1920-1944).
Oltre a Piccagli l’altra figura fondamentale di radio CO.RA fu l’avv. Enrico Bocci (1896-1944) che, nel gennaio 1944, riuscì a mettersi in contatto con una missione alleata formata da Nicola Pasqualin e Renato Levi che era riuscita ad arrivare a Firenze fornita di una radiotrasmittente. Grazie a questo contatto, nacque una nuova iniziativa CO.RA, alla quale parteciparono, oltre a Bocci, la sua moglie Mitzi, la sua segretaria Gilda Larocca, Piccagli, Pasqualin, Levi, Ballario, Della Corte, Franzini, Morandi e, da maggio, Guido Focacci, Franco Gilardini e Luciano Tamburini. Collaboravano saltuariamente con la radio Carlo Campolmi per il collegamento con le “bande”, Maria Luigia Guaita per i documenti falsi e Mario Martini per l’organizzazione di campi di lancio.
La radio trasmise informazioni agli Alleati sulle difese tedesche lungo la Linea Gotica, sul passaggio di truppe e mezzi tedeschi e organizzò anche operazioni di rifornimento di materiale destinato ai partigiani, tramite aviolanci degli Alleati. Radio CO.RA disponeva di più di una decina di basi sicure. La base di Radio CO.RA all’Istituto di Fisica continuò a funzionare fino a quando arrivò all’ateneo fiorentino Ivo Ranzi (1903-1985), esperto in Fisica della Ionosfera, che collaborava con l’esercito tedesco sulla propagazione delle onde radio. Per precauzione Della Corte fece sparire il trasmettitore dagli armadi nei corridoi. Dopo qualche tempo l’Istituto fu oggetto di una perquisizione da parte delle SS, che avevano una lista ben precisa del materiale da prelevare. Della Corte, costretto durante la perquisizione ad accompagnare il capitano delle SS, riuscì a capire che la lista era stata fornita dal collega Ranzi. Fortunatamente la strumentazione era ben nascosta e le SS se ne andarono con pochi oggetti. Ranzi dopo la Liberazione fu sottoposto, per questo episodio, ad un procedimento di epurazione con proposta di dispensa dal servizio, cancellata dal Consiglio di Stato per effetto di una amnistia. Il 22 marzo del 1948 la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’ateneo di Firenze negò all’unanimità l’assenso al ritorno di Ranzi sulla cattedra di Fisica Superiore. Ranzi fu allora collocato a disposizione del Ministero degli Esteri per speciali incarichi di ricerca in Argentina.
Per cinque mesi Radio CO.RA continuò a trasmettere fino al 7 giugno 1944, quando militari tedeschi e fascisti fecero irruzione nella sede di Piazza d’Azeglio. Morandi fu ferito gravemente e morì tre giorni dopo. Bocci, Piccagli, Focacci, Gilardini, Larocca, Campolmi furono portati a Villa Triste, sede della polizia tedesca e della banda Carità, e torturati pesantemente.
Piccagli fu fucilato insieme ad Anna Maria Enriques Agnoletti, a un partigiano cecoslovacco e quattro paracadutisti il 12 giugno nei pressi di Cercina, alle pendici di Monte Morello, Bocci fu ucciso ma del suo corpo finora non sono state trovate tracce.
Focacci, Gilardini, Larocca e Campolmi furono deportati a Fossoli e poi inviati in Germania insieme a Ruth Weidenreich, moglie di Piccagli, e a Marcello Martini, figlio quattordicenne di Mario. Gilardini, Larocca, Campolmi riuscirono a saltare dal treno prima del confine e a evitare la deportazione in Germania. Ballario e Della Corte non furono arrestati perché non erano nella sede dell’emittente.
Alcune settimane dopo il 7 giugno, i sopravvissuti di radio CO.RA riuscirono a far ripartire le trasmissioni che proseguirono, durante la Liberazione di Firenze, fino a settembre.
Ruth Weidenreich, Marcello Martini e Guido Focacci riuscirono a sopravvivere ai campi di sterminio nazisti mentre Angelo Morandi, padre di Luigi, vi morì nel 1944.
Daniele Dominici – Università di Firenze
