Dallo scorso mese di febbraio il nostro Istituto ha potuto finalmente sanare una ferita aperta da tempo: la mancanza di una banca dati on line per la descrizione del nostro ricchissimo patrimonio archivistico. Circa dieci anni fa infatti finì l’esperienza di Archivi del Novecento, portale dal respiro nazionale al quale l’ISRT aveva aderito collocandosi insieme ad alcune delle maggiori realtà culturali del Paese. Purtroppo, per cause indipendenti dalla nostra volontà, il progetto finì e a livello istituzionale non fu fatto molto per salvarlo. Questo comportò per noi la sparizione dal web della nostra banca dati, un danno non da poco per la visibilità dell’ISRT e per la possibilità di fruizione da parte degli utenti. In questi anni che sono trascorsi tra la fine di Archivi del Novecento e la pubblicazione della nuova banca dati non ci siamo dati per vinti e abbiamo continuato a lavorare col vecchio software conservando gelosamente tutti i dati frutto di anni e anni di lavoro degli archivisti e dei collaboratori del nostro Istituto. Tutto questo lavoro però produceva inventari che, per quanto accurati, non dialogavano tra loro.
L’adozione di un nuovo software e la migrazione dei dati in un nuovo sistema hanno subito un percorso tortuoso ed una gestazione travagliata, ma finalmente, grazie allo sforzo congiunto di tante persone siamo riusciti a centrare l’obiettivo. La nostra nuova banca dati è visitabile al seguente indirizzo: https://archiviisrt.archiui.com/. Adesso, grazie a questo nuovo strumento è possibile una ricerca trasversale su tutti i fondi che abbiamo pubblicato: la migrazione dei dati prevede infatti una lunga fase di revisione e pertanto per il momento abbiamo pubblicato solo una prima selezione di inventari che andrà ad arricchirsi via via.
La nuova banca dati ci dà inoltre la possibilità di caricare le immagini digitali dei documenti. Cercheremo di utilizzare il più possibile questa funzionalità per rispondere alla sempre crescente richiesta di consultazione da remoto dei documenti, non solo per raggiungere anche utenti lontani, ma anche per suscitare la curiosità di utenti occasionali che si imbattano nel nostro sito. Troverete infatti nella pagina “esplora” una sezione chiamata “lasciati ispirare dalle immagini dell’archivio”, una selezione casuale delle immagini digitali disponibili che possono appunto ispirare l’utente a scoprire di più. Per ovvie ragioni non digitalizzeremo tutto l’archivio, fatica degna del mitico Sisifo, ma ci concentreremo piuttosto su progetti mirati e su alcuni pezzi esemplari del nostro patrimonio. Il primo progetto di digitalizzazione organica a cui ci stiamo dedicando col nuovo software è quello relativo alle oltre mille fototessere dei partigiani fiorentini conservate nel fondo ANPI di Firenze. Realizzato col contributo della Fondazione C.R. Firenze e curato da Federica Polito, questo progetto mira a dare un volto oltre che un nome ad alcuni degli uomini e ad alcune delle donne che parteciparono alla lotta di liberazione nella nostra città. Al momento in cui scrivo sono state censite e digitalizzate solamente le fotografie delle persone i cui cognomi iniziano per A, B e C, il lavoro sarà completato entro l’estate.
Come detto in precedenza non avremmo potuto raggiungere questo traguardo senza l’impegno profuso da tante persone che corre qui l’obbligo di ringraziare. In primis desidero ringraziare Unicoop Firenze che ha reso possibile l’acquisto del nuovo software e la migrazione dei dati tramite un crowdfunding che ha visto una larghissima partecipazione della cittadinanza. Sono poi dovuti i ringraziamenti a Memoria SRL e in particolare a Leonardo Musci vero artefice della migrazione dei dati e sempre prodigo di consigli e aiuti. Ultima ma non ultima ringrazio Marta Bonsanti, compagna d’archivio per lunghi anni, che si è dedicata lungamente alla complessa fase preliminare del progetto.
Francesco Mascagni – ISRT
