Un ciclo di lezioni sulla storia di Firenze attraverso i suoi luoghi simbolo. Intervista al professor Roberto Bianchi
Cosa racconta una piazza? A saperla ascoltare, a saperla osservare, una piazza è capace di raccontare un’umanità in trasformazione. È questo il senso di «Cartoline fiorentine – Un luogo una storia. Piazze del Novecento», un ciclo di lezioni dedicate alla storia di Firenze attraverso l’analisi di quattro piazze simbolo: Carmine, Mercato Centrale, Isolotto, San Marco. Il racconto è affidato a docenti e ricercatori (qui il programma). Ne abbiamo parlato con Roberto Bianchi, docente di Storia Contemporanea all’Università di Firenze e componente del Consiglio direttivo dell’ISRT, che ha ideato il ciclo di lezioni. Bianchi in particolare sarà il relatore per Piazza del Mercato Centrale.
Professor Bianchi, cosa ci raccontano le piazze di Firenze?
«Capire la storia di Firenze è capire la storia delle persone che l’hanno vissuta e attraversata. Le piazze sono luoghi fisici e spazi pubblici privilegiati per osservare la storia della società nel mondo contemporaneo. Su questo tema la storiografia ha prodotto molto, basti ricordare il libro di Isnenghi. Le diverse e articolate piazze di una città – ovvero di qualcosa che si è strutturato e definito nel corso dei secoli –, sono luoghi di vita, scambio, incontro, conflitto. Le lezioni tematiche offriranno una ricognizione di lungo periodo sulla storia di questi spazi, che possono essere considerati luoghi della memoria e dell’identità locale nella loro trasformazione sia urbanistica che del loro uso».
Ogni piazza ha una sua identità.
«Ci sono le piazze del potere politico, che ospitano le istituzioni pubbliche, come a Firenze quella della Signoria; le piazze della Chiesa e delle ritualità religiose, e penso al Duomo come straordinaria piazza coperta; ci sono le piazze del mercato, laiche e mercantili, di incontro e scambio non solo delle merci ma anche delle informazioni, punti di incrocio tra città e campagne, e quindi penso in primo luogo alle piazze del Mercato Centrale, in San Lorenzo, e di Sant’Ambrogio nella zona di Santa Croce».
E ciascuna ha una sua memoria…
«Da sempre, e ancor più dopo l’Unità d’Italia, le piazze sono state attraversate da processioni religiose, dimostrazioni di potere, marce militari, feste, manifestazioni, cortei. Se guardiamo alle piazze della politica, possiamo vederle come luoghi di ascesa dei partiti tra Otto e Novecento, repubblicano, socialista…, dei sindacati… Queste piazze sono luoghi di rappresentazione del potere nelle sue varie articolazioni, ma anche di forme di contropotere, di conflitto e di contestazione. Guardando alla storia di lungo periodo si notano trasformazioni significative. In sede storica le piazze sono state luogo di ascesa di movimenti sociali, ma anche dello squadrismo fascista. Anche nell’Italia Repubblicana queste piazze sono state luogo di incontro, scambio, mercato ma anche di manifestazioni politiche, tumulti, repressioni sanguinose, attentati, provocazioni…».
E guardando all’oggi invece, le piazze hanno mantenuto queste caratteristiche?
«Visto in una prospettiva storica, questo fenomeno si è ridefinito in modo significativo negli ultimi decenni con l’emergere delle piazze virtuali, televisive, dei social media; e poi col progressivo allontanamento dei ceti popolari dal cuore della città e l’affermarsi del turismo di massa si parla di piazze espropriate, imbalsamate, consumate in nome del rapido profitto».
Ci può anticipare la sua chiave di lettura per piazza del Mercato Centrale?
«Sarà una lettura critica, e secondo me originale, di alcuni eventi avvenuti nella piazza e nel quartiere di San Lorenzo. Dagli anni di fondazione del Mercato Centrale, alle sue rappresentazioni nelle guide turistiche di fine ’800, passando per i duri anni della prima guerra mondiale, con l’imperversare del mercato nero e dei tumulti annonari, sino all’esplosione del “Bocci-Bocci”, e poi l’omicidio di Spartaco Lavagnini, proprio in questo quartiere, sino a giungere a tempi più recenti, alle tensioni tra bottegai e polizia locale, ai conflitti tra venditori abusivi e non abusivi, al raid del carnevale 1990 contro gli stranieri, per arrivare alle tragiche giornate del 2011, quando dopo l’uccisione di due senegalesi al mercato di Rifredi un militante di Casa Pound, accerchiato dai poliziotti, si uccise nel parcheggio del mercato.
Come vede, si tratta di tante storie, di storie diverse, alcune belle altre tragiche; tutte storie avvenute nello splendido scenario del Mercato centrale e che fanno parte della Firenze vera, difficilmente rappresentata nelle vecchie cartoline e ancora poco raccontata sui social media».
Manuela Zadro
Il programma di “Cartoline Fiorentine”
Il ciclo di incontri «Cartoline Fiorentine – Un luogo una storia. Piazze del Novecento» è realizzato dall’ISRT in collaborazione con la Biblioteca delle Oblate e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze.
Gli incontri si svolgono presso la Biblioteca delle Oblate, Sala “Dino Campana”, ore 17.30.
– 25 settembre, Francesca Cavarocchi, Piazza del Carmine. Occupazione, deportazioni, resistenze
– 23 ottobre, Roberto Bianchi, Piazza del Mercato centrale. Attraverso il Novecento
– 20 novembre, Simonetta Soldani, Piazza dell’Isolotto. Un pezzo di città nuovo di zecca
– 18 dicembre, Monica Galfrè, Piazza San Marco. La città dei movimenti e delle contestazioni
