Firenze coloniale

Nella città di Firenze nonostante la presenza di centri studi etnografici, botanici e agronomici volti a conoscere ed esplorare le “terre nuove” e poter conquistare spazi coloniali per l’espansione del dominio e dell’influenza nazionale, non si rilevano cospicue immissioni di nomi nelle strade e negli istituti che richiamano le epopee coloniali e imperiali.

Dobbiamo però notare che l’avventura coloniale persisterà nella memoria collettiva con la commemorazione dei caduti e con il conferimento alla memoria di nuove indicazioni toponomastiche per tutto il Novecento. Il colonialismo viene vissuto come civilizzazione: l’uomo bianco che conquista i paesi africani rappresenta nell’immaginario colui che si fa carico dello sviluppo secondo la consolidata visione anglosassone. Non si vede o non si vuol vedere la realtà dei massacri, delle violenze, di appropriazione di terre, di risorse, di annichilimento dello sviluppo autonomo delle popolazioni. La tragedia della Seconda guerra mondiale, la distruzione e i lutti prodotti dallo stato fascista non sono state un deterrente tale da riflettere collettivamente sulla realtà coloniale.

Le assegnazioni di nomi legati alle imprese coloniali sono:

– 1888 a una strada laterale del Viale Militare (oggi viale dei Mille) viene assegnato il toponimo Dogali in ricordo del reparto caduto l’anno precedente nella località Eritrea. (Del. Giunta Comunale 3 gennaio)

– 1897 in occasione della successiva Guerra d’Abissinia verrà ricordato con una strada in S. Jacopino, il maggiore Pietro Toselli  (1856–1895) caduto sull’Amba Alagi.  (Delibera  Giunta Comunale 6 agosto)

– 1911 per la guerra di Libia, viene celebrata la conquista di Tripoli, assegnandogli tempestivamente una via dividendo corso dei Tintori e ricordando la partecipazione ai combattimenti dell’84° Reggimento di fanteria di stanza a Firenze. (Delibera  Consiglio  Comunale 28 novembre)

– 1920 la nuova caserma di artiglieria del Lungarno della Zecca viene intitolata al generale  Antonio Baldissera (1838-1917) comandante delle truppe coloniali e Governatore dell’Eritrea dopo la sconfitta di Adua.

– 1935 Il successo nella guerra d’Etiopia porta alla proclamazione dell’Impero mentre in città i giornali locali «La Nazione» e «Il Bargello» riportano quotidianamente le battaglie e le azioni dei fiorentini. La dignità dell’Impero si concretizza nel nuovo varietà Cinema Imperiale frutto della ristrutturazione del caffè-concerto le Folies Bergère di piazza Castellani.

– 1936 viene intitolata a Adua la nuova piazza nella zona demolita e in ricostruzione di fianco alla stazione in via Valfonda celebrando la nuova vittoria che sembra riscattare la sconfitta dell’impresa coloniale di Crispi. (Delibera del Podestà del gennaio 1936 n.242)

– 1936 viene organizzata nel parco delle Cascine una colonia elioterapica dal nome altisonante del nuovo status nazionale: Colonia Impero. Sarà affiancata da altrettante colonie negli ippodromi del parco:  la “IV novembre”  e la “XXVIII ottobre” proponendo ai ragazzi del popolo una continuità ideale tra la Prima guerra mondiale, la Marcia su Roma e la costituzione dell’Impero.  Cit. «Il Firenze, Rassegna del Comune»

– 1937 allo squadrista fascista, partecipante alla Marcia su Roma nella I° legione fiorentina, centurione delle camicie nere caduto in Etiopia, medaglia d’argento,  Carlo Parenti  (1903-1936) viene assegnata la via delle Porte Nuove. (delibera Podestà 1 ottobre n. 2129)  L’intestazione  viene soppressa nel 1945 ripristinando il nome storico. (Delibera Giunta com. 4 giugno n. 1376)

– 1938 non viene dimenticata la casa Imperiale e a Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi (1873-1933), poliedrica figura di esploratore, ammiraglio, colonizzatore viene assegnato il viale nei pressi del nuovo edificio della GIL-Gioventù italiana del littorio. (deliberazione del Podestà 22 aprile n. 1176)

– 1938 si continuano a ricordare i caduti della guerra di Abissina ottocentesca, raddoppiando la via Pietro Toselli  e intestando  la nuova via nel quartiere di S. Jacopino a Giuseppe Galliano (1846–1896) ufficiale medaglia d’oro, che aveva partecipato a numerose battaglie della campagna africana, Agordat, Coatit, Macallè cadendo poi a Adua.  (Delibera Podestà 28 giugno n. 1344)

– 1939 il Podestà Paolo Venerosi Pesciolini nella stessa delibera intesta due vie a due religiosi legati all’Etiopia ma di ben diverso tenore ed epoca. Al cappuccino Guglielmo Massaia (1809-1889), missionario presso gli Oromo-Galla, in Etiopia, fondatore di missioni e centri sanitari, che introdusse la vaccinazione per il vaiolo. Diplomatico per il Re Menelik II e mediatore di trattati tra i regni etiopi, l’Italia e la Francia. Da un suo centro missionario a Finfinnì, venne fondata la nuova capitale Addis Abeba. Operò sicuramente per la pace anche se ovviamente si muoveva in concorrenza con il clero copto locale. Una specie di Livingston italiano. A lui fu intitolata la grande strada che saliva al colle di Montughi sede dei Cappuccini.

Al domenicano Reginaldo Giuliani (1887–1936) cappellano militare nella Prima guerra mondiale nei reparti degli Arditi, pluridecorato per gli atti di eroismo sul fronte (medaglia d’argento e due di bronzo). Prosegue la vicinanza ai combattenti. Partecipa all’avventura fiumana e aderisce al fascismo  diventando cappellano delle camicie nere. L’ordine domenicano lo richiama e dopo l’insegnamento a Torino svolge l’attività di predicatore nelle Americhe.  Rientrato in Italia, si presenta volontario per la guerra d’Etiopia e viene inquadrato come cappellano delle Camice nere d’Eritrea; cade in battaglia e viene decorato con la medaglia d’oro. Una figura celebrata dal regime come “martire fascista” a cui viene assegnata la lunghissima strada da Rifredi a Sesto Fiorentino. (Deliberazione Podestà 6 ottobre n. 2214)

Si deve rilevare il disagio che la figura di Reginaldo Giuliani ha provocato e provoca in molti degli oltre 2.000 residenti della strada che hanno più volte fatto appelli per modificarne l’intestazione e togliere una memoria così negativa. Cambiamenti che si sono bloccati per le problematiche dovute alla sostituzione di così numerose residenze di cittadini e società.

– 1940 scoppiata la Seconda guerra mondiale si ricorda il quadrumviro, il maresciallo dell’aria, il fascista della prima ora in concorrenza con lo stesso Mussolini, il Governatore della Libia Italo Balbo (1896-1940) ucciso dalla contraerea italiana a Tobruk. Il Podestà Venerosi Pesciolini a due mesi dalla morte gli dedica un viale fino ad allora intitolato alla Regina Vittoria (Deliberazione Podestà 20 agosto n. 1953). Nell’agosto del 1943 il commissario prefettizio De Francisci, insieme a varie intestazioni “fasciste”, sopprime il nome di Italo Balbo intitolando il viale alla Principessa Clotilde figlia di Vittorio Emanuele II. (Adunanza Commissione consultiva 13 agosto). La strada ricorda dal 1947 il parroco assassinato dai fascisti don Giovanni  Minzoni. (Del. Consiglio Com. 28 aprile 1947 n. 16717; non autorizzata dalla Prefettura)

– 1940 si ricorda, in piena battaglia per il mantenimento delle colonie, l’aviatore Antonio Locatelli (1895–1936)  caduto durante le operazioni di stabilizzazione dell’Africa Orientale Italiana. (Deliberazione Podestà 17 settembre n. 2095)

– 1951 al fiorentino medaglia d’oro Luigi Michelazzi (1912–1936) militare caduto durante le grandi operazioni di polizia coloniale in Africa Orientale Italiana, viene intestata una via nella zona delle medaglie d’oro.  (Delibera Consiglio comunale 17 ottobre n.2366/314)

– 1959 il commissario prefettizio Lorenzo Salazar vuol essere equanime nel ricordare i militari fiorentini caduti nelle diverse guerre coloniali insigniti di medaglia d’oro al valor militare:

Ruggero Bardazzi (1885–1913) per la Campagna di Libia. (Del. Commissario Prefettizio 31 dicembre n. 5211)

Agostino Ciarpaglini (1899–1935) per la Guerra d’Etiopia. (Del. Commissario Prefettizio 27 gennaio n. 560)

Nicola Tagliaferri (1913–1938) per le operazioni di polizia coloniale in Africa Orientale Italiana.  (Del. Commissario Prefettizio 31 dicembre n. 5211)

– 1968 si prosegue con la valorizzazione dei militari medaglia d’oro intestando la via che incrocia via Ragazzi del ’99 ad Aldo Zucchi  (1907–1939) caduto nel corso delle grandi operazioni di polizia coloniale in Africa Orientale Italiana. (Delibera Giunta comunale 13 luglio n. 2177/1624)

– 1973 viene ricordato l’ufficiale veneziano, comandante della Brigata indigena, medaglia d’oro, Michele Liverani (1894-1937) caduto durante le grandi operazioni di polizia coloniale. La sua strada trovò spazio vicino a Luigi Michelazzi con il quale aveva condiviso la sorte.  (Delibera del Consiglio 9 gennaio n. 31/1)

– Nello stesso anno viene assegnata una via all’esploratore e militare Vittorio Bòttego (1860–1897) che per primo percorse fiumi e territori del Corno d’Africa, dall’Eritrea alla Somalia, per conto della Società geografica con l’appoggio reale. Caduto in Etiopia in uno scontro durante una esplorazione. Sicuramente l’attività di geografo ed esploratore eroico è centrale nella sua vita ma si muove nell’ambiente che aspirava alla conquista coloniale e ne rimane vittima come quasi tutti quelli qui ricordati.  (Deliberazione Consiglio comunale 14 giugno n. 1674/378)

 

Luca Brogioni – ISRT

 

Riferimento:

Comune di Firenze, Ufficio Toponomastica e Archivio Storico

Comune di Firenze, Stradario storicohttps://stradariostorico.comune.fi.it/#

Francesco Degl’Innocenti, Mutamenti, nuovi nomi e proposte nell’odonimia fiorentina durante l’amministrazione fascista (1920-1944), Rivista Italiana di Onomastica, vol. XXII, 2016 (pp. 575-622)

Angelo Del boca, Gli italiani in Africa Orientale, Laterza, 1976-1984

Giorgio rochat, Le guerre italiane in Libia e in Etiopia dal 1896 al 1939, Pagus, 1991

Federica Saini Fasanotti, Etiopia 1936-1940: Le operazioni di polizia coloniale nelle fonti dell’esercito italiano, Stato Maggiore Esercito – Ufficio Storico, 2010

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