A Livorno un Istituto giovane e dinamico che si trasferisce in una nuova sede

L’intervista con il presidente, Massimo Claudio Seriacopi. L’attività e i progetti per il futuro.

 

 

È da poco diventato maggiorenne, visto che è stato creato nel 2008 sotto la spinta della Provincia e dei Comuni livornesi e questo lo fa essere, oltre che uno dei più giovani della Toscana, anche dinamico e produttivo. È l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Livorno, del quale abbiamo parlato con il suo presidente, Massimo Claudio Seriacopi.

Si appresta a lasciare la sua attuale sede di via Marradi per trasferirsi nei nuovi locali, ottenuti dal Comune per 9 anni, rinnovabili, situati all’ingresso del vecchio cantiere navale in piazza Luigi Orlando, nei circa 300 metri quadrati a sua disposizione e disposti su due piani. Un luogo iconico e prestigioso. A terra ci sarà modo di fare iniziative ed ospitare mostre, mentre al primo piano troverà posto l’archivio. La biblioteca sarà invece decentrata e verrà ospitata nel complesso della Gherardesca, adiacente all’Istituto Mascagni.

“Il nostro – afferma Seriacopi – in questi anni è stato un percorso di crescita e grazie alla nuova sede contiamo di allargarci e di aprirci ancora di più alla città. Abbiamo pubblicato un bando per avere la possibilità di attrarre giovani del servizio civile universale e dare nuovo slancio alle nostre attività”.

Che consistono sostanzialmente nella pubblicazione di almeno uno o due libri all’anno, nel lavoro di studio delle fonti di cui dispone, tra le quali spiccano una parte degli archivi del Partito Comunista di Livorno, ma anche quelli della Democrazia Cristiana, della Margherita, del Partito Repubblicano e di quello Socialista. Non mancano i fondi provenienti dalle Comunità di base cattoliche e quelli di alcuni dirigenti livornesi del Pci, com’è il caso di Bruno Bernini che è stato anche segretario mondiale della gioventù comunista o dei manifesti creati dal livornese Oriano Niccolai.

Il patrimonio archivistico e la ricca biblioteca (biblioteca.istoreco.livorno@gmail.com) sono consultabili, sempre su appuntamento, cinque mattine a settimana e il patrimonio conservato è accessibile online grazie alla presenza dell’Istoreco nel sistema interbibliotecario livornese.

L’Istituto ha un buon rapporto con gli enti locali, dai quali riceve quote di partecipazione annuali variabili dai 2.000 euro nel caso delle amministrazioni più piccole, ai circa 5.000 di quelle maggiori, mentre dal Comune capoluogo arrivano circa 18.000 euro. Insieme ai 16.000 euro dal Ministero della cultura e ai circa altrettanti che arrivano dalla Regione Toscana, il bilancio dello scorso anno ha raggiunto quota 140.000 euro, grazie al contributo regionale straordinario di 30.000 euro in occasione dell’ottantesimo del primo voto post guerra mondiale.

“Senza il nostro rapporto con gli enti locali livornesi – precisa il presidente – noi non esisteremo. Per esempio l’unica dipendente che abbiamo e che svolge un lavoro di segreteria, possiamo pagarla grazie ai contributi che riceviamo. Direi che ogni euro che riceviamo è finalizzato a realizzare i nostri progetti e che la nostra amministrazione è assolutamente trasparente. Il bilancio è consultabile online sul nostro sito. Siamo un ente del terzo settore e non possiamo ricevere donazioni ma contributi per i vari progetti che promuoviamo”.

L’Istituto conta su un Direttivo di 17 componenti tra i quali figurano l’Anpi, l’Anpia, l’Aned, la Cgil, lo Spi Cgil di Cecina, la Socrem, la Provincia e il Comune di Livorno e le Amministrazioni comunali di Collesalvetti, Rosignano Marittimo, Cecina, Campiglia e Piombino. E su un Comitato scientifico composto da nove membri nel quale, oltre alla storica direttrice dell’Istituto, Catia Sonetti, figurano docenti universitari e storici, livornesi e non.

Insieme curano il Calendario laico e civile delle iniziative che comprende le celebrazioni del 25 Aprile, del 1 Maggio, dell’8 settembre, il Giorno della Memoria, quello del Ricordo oltre ad altre date, con iniziative organizzate in tutti i comuni della provincia.

“Siamo sempre – questa la considerazione di Seriacopi – alla ricerca di finanziamenti perché le cose da fare sono tante ma per farle servono fondi che molte volte non abbiamo. Tra i sogni che vorremmo realizzare c’è quello di riuscire a riproporre ai livornesi la bella e grande mostra che alcuni anni fa abbiamo allestito qui, a Pisa e a Firenze. Era dedicata alla storia degli ebrei in Toscana tra l’Otto e il Novecento. Per esporla nuovamente servono 700 metri quadrati di spazio e i relativi finanziamenti per il suo allestimento, che in occasione del suo debutto furono interamente concessi dalla Regione. In generale vorremmo poter contare su entrate aggiuntive e certe per alcuni anni, così da poter programmare al meglio la nostra attività. Abbiamo calcolato che con 20.000 euro l’anno potremmo affidare un incarico ad alcuni giovani ricercatori che sarebbero preziosi per analizzare e mettere a valore i tanti materiali d’archivio e le tante donazioni di cui disponiamo. Penso per esempio alle 800 lettere donate all’Istituto da una famiglia ebrea livornese che corrispondeva con alcuni dei suoi componenti che vivevano in Eritrea, ma anche a tanti altri documenti che ci sono stati affidati dalle famiglie di figure ed ex dirigenti di partito che hanno fatto la storia di Livorno”.

Quanto alle potenzialità contenute in un possibile ulteriore incremento delle attività di studio e ricerca, Seriacopi cita il lavoro che la direttrice Catia Sonetti ha fatto sulle 800 lettere ricevute in donazione: dal loro esame ci ha tratto “Attraversare il tempo con le parole”, un libro che poi ha vinto il Premio Fiuggi.

Adesso Seriacopi e i suoi collaboratori sono impegnati nell’avvio del trasferimento nella nuova sede: la loro intenzione è quella di completarla in tempi brevi per poi inaugurarla ufficialmente il prossimo 19 luglio, così da festeggiare in maniera completa l’Anniversario della Liberazione di Livorno.

Sono in preparazione le iniziative per ricordare l’ottantesimo del voto alle donne e poi la festa del 2 giugno.

Per il proseguo della sua attività l’Istituto è alla ricerca di nuovi spazi che permettano di ospitare mostre ed eventi e di ulteriori finanziamenti per riuscire ad approfondire lo studio della storia di Livorno del secondo dopoguerra, a partire dalle giunte guidate dal sindaco Diaz. Gli servirebbero circa 60.000 euro per dare incarico a giovani ricercatori di colmare questa lacuna.

L’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Livorno è tuttora ospitato in via Giovanni Marradi 116 a Livorno, telefono 0586 – 809219, istoreco.livorno@gmail.com e sito internet https://istorecolivorno.it/

 

Tiziano Carradori – Giornalista

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