Divulgare la storia è costruire cittadinanza. Negli ultimi anni la public history ha assunto un ruolo sempre più centrale ed è diventata una componente essenziale del nostro lavoro quotidiano in linea con le attività di tutta la rete degli Istituti storici della Resistenza. Accanto all’indagine scientifica e alla conservazione della memoria e del patrimonio documentario, si è affermata con forza l’esigenza di diffondere conoscenza storica, di far esplorare i “tesori” dell’archivio, di aprire i saperi accademici a un pubblico più ampio e variegato, in un dialogo fertile con la società civile.
Per l’ISRT questo orientamento si è tradotto in una serie di iniziative che hanno saputo coniugare rigore scientifico e accessibilità, passione per la storia e attenzione ai linguaggi del presente. Dalle aperture straordinarie dell’archivio ai trekking urbani, dal Festival di storia alle collaborazioni con musei e altre realtà culturali, l’obiettivo è stato uno solo: promuovere una conoscenza storica viva, consapevole, capace di interrogare il presente e formare una cittadinanza più attenta e partecipe.
– #Archivioaperto
Sono percorsi espositivi dei materiali d’archivio – documenti, carteggi, fotografie, volantini, manifesti, cimeli – volumi e periodici a stampa, accuratamente selezionati in base a una ricorrenza o a una tematica specifica, solitamente condotto da collaboratrici o da archivisti dell’ISRT che integrano contesto storico e spiegazione dei pezzi scelti. Offrire alla cittadinanza la possibilità di entrare fisicamente negli spazi dell’archivio, di toccare con mano documenti originali, lettere, foto, e di essere guidati da figure competenti, ha significato non solo restituire autenticità alla storia ma anche stimolare una riflessione più ampia sulla funzione degli archivi come luoghi di conservazione e di formazione.
Le aperture straordinarie dell’archivio hanno rappresentato una delle forme più efficaci di avvicinamento di un pubblico eterogeneo, ampio e non specialistico, alla documentazione archivistica.
– Mostre virtuali: la storia e l’archivio in rete
Le mostre documentarie virtuali affrontano un diverso ambito dell’accessibilità culturale, aprendosi in modo trasversale all’intera comunità. Questa modalità espositiva consente di valorizzare il patrimonio archivistico conservato presso l’ISRT, rendendolo fruibile anche al di fuori dei contesti tradizionali di consultazione.
L’obiettivo è duplice in questo caso; da un lato, promuovere la conoscenza e la consultazione del portale Sguardi Politici, dedicato ai manifesti e volantini politici prodotti nel corso del Novecento, offrendo nuovi spunti di studio e ricerca; dall’altro, raggiungere anche chi non può recarsi fisicamente in ISRT attraverso strumenti digitali e narrativi accessibili e coinvolgenti.
– Trekking urbani: la storia in cammino
Una delle forme di divulgazione che ha riscosso un enorme interesse è quella dei trekking urbani, percorsi guidati a piedi attraverso luoghi e strade segnati dalla Resistenza, dalla guerra e delle trasformazioni sociali e politiche del Novecento. Questi itinerari intrecciano la narrazione storica con la geografia urbana, offrendo un’esperienza immersiva e coinvolgente capace di riattivare la memoria collettiva e restituire significato a spazi spesso marginali o dimenticati. Ogni tappa diventa così un’occasione per raccontare storie individuali e collettive, ridando voce e volto a protagoniste e protagonisti del passato.
Frutto della collaborazione con l’Associazione culturale Regola d’Arte, guide turistiche specializzate, e altre realtà locali attive del territorio fiorentino – come la Manifattura Tabacchi, il Conventino Caffè Letterario, Artex Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana e lo Stabilimento chimico farmaceutico militare – i trekking non intendono solo “portare la storia fuori dalle aule accademiche”, ma di ricollocarla nel tessuto vivo delle città, rendendola parte di un’esperienza condivisa capace di far emergere connessioni tra passato e presente.
– Festival: È tempo di storia!
Un’occasione di incontro e valorizzazione culturale, nato con l’idea di un sapere capace di costruire relazioni tra istituzioni, generazioni, linguaggi e strumenti diversi.
Luoghi e spazi, non solo fisici, di confronto, scambio e momenti di riflessione, il Festival ha saputo attirare l’attenzione di un pubblico ampio offrendo format tradizionali ma anche più innovativi – dalle lectio magistralis ai laboratori con i Lego, dai talk agli spettacoli musicali e teatrali – che hanno coinvolto voci autorevoli e creative del panorama culturale, tutte accomunate da un rigoroso lavoro di ricerca.
Fondamentali sono risultate le collaborazioni con realtà con cui lavoriamo da molti anni, come l’ISRPt e la Fondazione Museo della Deportazione di Prato. Queste sinergie hanno permesso non solo di ampliare il raggio d’azione e l’impatto territoriale delle attività, ma anche di costruire progetti condivisi, duraturi e radicati nei rispettivi contesti.
La sfida della divulgazione storica non è soltanto comunicare meglio, è anche interrogarsi su cosa significhi oggi, in una società attraversata da crisi della memoria e da ritorni di revisionismi, condividere la storia. Condividere non vuol dire rinunciare alla complessità ma rendere quest’ultima accessibile. Non significa banalizzare ma accompagnare nella comprensione. Significa costruire spazi pubblici in cui il passato possa essere discusso, conosciuto, sentito come parte di sé.
È in questa prospettiva che l’ISRT ha investito negli ultimi anni in progetti di public history, convinto che la conoscenza storica, per essere davvero trasformativa, debba essere inclusiva, partecipata e profondamente radicata nella vita delle comunità.
La strada è ancora lunga, ma il percorso avviato mostra già i suoi frutti: più consapevolezza, più partecipazione, più voglia di interrogare la storia per capire meglio il presente e costruire insieme il futuro.
Giada Kogovsek
